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E fu la contaminazione

Tre rockettari puri.
Un raffinato chitarrista Jazz in cerca del proprio lato oscuro.
Un pianista-contrabbassista dal promettente esordio rock, poi talmente
deviato dalla musica classica e barocca da diventare direttore d'orchestra.
Una violoncellista distratta, addentratasi incautamente nel labirinto della
musica medioevale, da cui non è più riuscita a fuggire.
Un percussionista multiforme, capace di far risuonare in modo convincente una
batteria, uno steel-drum o i lampadari di casa vostra.
Un D.J. chitarrista informatico, scaltro come un hacker, sensibile come un maestro
concertatore.

Questi elementi, per svariate
coincidenze spazio-temporali o, se volete, per un destino beffardo, si incontrarono una
sera nella medesima stanza. Il dilemma era scegliere se guardarsi in cagnesco per poi
passare alla rissa feroce, scagliandosi reciprocamentein testa i rispettivi bagagli di
esperienza musicale (tutti alquanto pesanti ...), o decidere di comunicare tutti senza
dizionario o traduzione simultanea.

Scelsero la seconda possibilità, e
così i rockettari si trovarono a disquisire di canoni e bordoni, il chitarrista Jazz subì
una metamorfosi e nelle notti di luna piena faceva ruggire senza pietà una elettrica solid-body,
il direttore d'orchestra si trovò appollaiato su di un basso fretless, la violoncellista non si
separò mai piu' dal suo distorsore, il percussionista dimostrò coerentemente come tutta
la storia del rock fosse riconducibile ad un ritmo dispari. L' hacker-concertatore
ghignava e ghigna tuttora.


Perchè se è vero che dal chaos è
nato l'Universo, che la musica sperimentale inizia dall'età della pietra e non
finirà mai (Perotinus Magnus, Mozart, Keith Emerson sono solo tappe intermedie), che per
fare la musica del futuro o perlomeno del presente è sempre meglio aver conosciuto e
amato anche quella del passato, allora chiamarsi

B A B E L E
non è un caso.

Come non è un caso che gli Yes
incontrino un violoncello, che gli U2 rientrino in un ritmo di bolero, che i Boston
vengano rivestiti di contrappunto, che Sting e Bryan Adams vengano guardati attraverso un
caleidoscopio. Può anche accadere che Pink Floyd, Rem o Alanis Morrissette vengano
lasciati in pace, ma quello sì che è un caso....


In fondo, visto che di contaminazione
bisogna vivere, allora meglio prenderci gusto!

 

 
 
 

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